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Senza dibattito non c´e ri-organizzazione del Sistema di Emergenza Sanitaria

21-11-2011 22:50 - News
La Croce Rossa Italiana, Comitato Locale di Castelfranco di Sotto, in questo periodo è amareggiata e molto indignata per quello che a breve porterà un cambiamento nel sistema del soccorso sanitario di emergenza 118, alla luce di quello che era stato affermato nei mesi scorsi e vi spieghiamo il perché:
" L´Ausl 11 (ad oggi 18 novembre 2011) sta lavorando alla riorganizzazione del sistema di emergenza-urgenza territoriale. Una riorganizzazione per la quale dovrebbero essere coinvolte tutte le parti in gioco: oltre all´azienda sanitaria, anche i Sindaci dei quindici comuni, le associazioni di volontariato, che prestano il loro prezioso apporto al sistema di pronto intervento con i propri mezzi e il proprio personale qualificato (anche con convenzioni stipulate ad hoc), il personale medico e infermieristico, dipendenti della medesima Asl, le organizzazioni sindacali e infine, ma non perchè meno importante, tutta la cittadinanza.
In realtà, la Direzione dell´Azienda Usl 11 ha parzialmente, e con modi non del tutto democratici, condiviso il progetto di riassetto che interessa la salute di tutti i cittadini. Un atteggiamento a nostro parere , questo, non già accettato in una prima stesura del piano, che portava numerosissime criticità nel funzionamento e nell´efficacia nell´emergenza .

E´ bene ricordare che il sistema dell´emergenza urgenza funziona grazie all´impegno economico, professionale e organizzativo dell´Usl, ma nello stesso tempo la funzionalità è resa possibile grazie alla sinergia indispensabile con le associazioni di volontariato, che mettono a disposizione - anche tramite adeguate convenzioni - la maggior parte dei mezzi di soccorso e i soccorritori.
Questi ultimi vengono formati e abilitati al proprio operato dalla stessa Asl 11, tramite protocolli formativi. Dunque, la scelta dell´azienda sanitaria empolese di procedere con il progetto senza coinvolgere tutte le parti e in particolar mondo il volontariato, ci indigna profondamente e ci rende allo stesso tempo perplessi perchè temiamo che vengano compiute scelte inadeguate per la tutela della salute dei cittadini.
Comprendiamo il fatto che l´azienda Usl è costretta a fare dei tagli economici al sistema a causa della grave crisi finanziaria che colpisce anche il Sistema Sanitario Regionale e, quindi, locale. Allo stesso tempo non capiamo il motivo che ci esclude dal dibattito e dalla riorganizzazione.
Non è vero che il volontariato, da sempre, come si sente dire in tanti dibattiti politici e non, è il fiore all´occhiello della Regione Toscana? Che è la forza e la marcia in più per una società più solidale, più vicina alla gente, capace con professionalità e mezzi attrezzati all´avanguardia di sostenere l´operato di medici e infermieri nella corsa per salvare le vite?

Da quanto è possibile sapere, esiste un nuovo piano (dopo quello dell´estate) con imminente attivazione ( si parla dell´inizio del 2012). Che cosa prevede questo progetto?
Secondo la bozza , il piano prevede l´utilizzo di personale medico e infermieristico principalmente sulle automediche.
Per comprendere meglio di cosa stiamo parlando spieghiamo semplicemente:
le automediche sono delle automobili sulle quali viaggiano un medico e un infermiere.
Tali mezzi rappresentano il futuro già reale in quasi tutto il territorio nazionale: sono utili e necessarie in quanto la velocità del mezzo stesso consente al personale e all´attrezzatura che hanno a bordo di raggiungere in tempi brevi, i pazienti sul territorio. D´altro canto è bene specificare che essendo delle auto è fondamentale il supporto delle ambulanze, perchè l´eventuale trasporto in ospedale del paziente avviene necessariamente tramite tali mezzi.

In una rete organizzata con l´impiego delle automediche, quindi, c´è la necessità di poter disporre di un numero maggiore di ambulanze rispetto alle automediche per garantire il trasporto nei tempi richiesti. Ma tutto questo non basta, perchè è necessario specificare l´importanza della presenza di ambulanze con infermiere a bordo capaci di trasportare pazienti critici, stabilizzati dal personale medico dell´automedica sul posto, e intervenire anche in prima battuta su codici gialli e rossi, come il medico.
Si è aggiunto questo particolare perchè sempre dalla bozza il progetto di riorganizzazione è impostato PRINCIPALMENTE sulla presenza di automediche e ambulanze con solo soccorritori a bordo, poco considerando quelle con infermiere che fino a oggi hanno dimostrato di lavorare con adeguatezza di interventi. Giustificare tutto questo solamente per una carenza di fondi ci pare veramente incomprensibile, perchè si va ad alterare il giusto equilibrio di un sistema di emergenza territoriale, ampiamente rodato in tutto il territorio nazionale e con ottimi risultati.

Per semplificare, si definisce un "sistema 118" corretto quello che rispetta un sistema a piramide, cioè:
• poche automediche, ma dislocate in punti strategici del territorio;
• numerose ambulanze con infermiere a bordo;
• ancora più numerose le ambulanze con volontari a bordo.
Perchè, ci domandiamo, la nostra Asl 11 VUOLE IMPORRE tante automediche, un numero ridotto di ambulanze con volontari e quasi eliminare l´ambulanza con l´infermiere? "

Ufficio Stampa Locale










Fonte: Ufficio Stampa Locale
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